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Piacere e benessere femminile

Anorgasmia: se fai fatica a raggiungere l'orgasmo (non sei rotta)

L’anorgasmia è la difficoltà o l’impossibilità di raggiungere l’orgasmo nonostante desiderio e stimolazione adeguati. È molto più comune di quanto si creda e raramente significa che «c’è qualcosa di rotto» in te. Spesso pesano la pressione a riuscire, la poca conoscenza del proprio corpo e la fretta — e su gran parte di questo si può lavorare, con i propri tempi.

«Non riesco a venire»: se ti riconosci qui, non sei sola

Forse è una cosa che non hai mai detto a voce alta. Ti ringrazio se stai leggendo: parlarne è già un gesto di cura verso te stessa. Voglio dirti subito la cosa più importante — non c’è nulla di sbagliato in te. La difficoltà a raggiungere l’orgasmo riguarda tantissime donne, in ogni età, e quasi mai è il segno che «qualcosa è rotto». Molto più spesso è un invito a conoscere il tuo corpo e il tuo piacere in un modo nuovo. E questo, davvero, si può imparare.

Anorgasmia primaria e secondaria: capire di cosa parliamo

Uso spesso una distinzione semplice, perché aiuta a fare chiarezza. Si parla di anorgasmia primaria quando l’orgasmo non è mai arrivato, in nessuna situazione; secondaria quando prima arrivava e ora non più. C’è anche chi raggiunge l’orgasmo da sola ma non con il partner, o solo in certe condizioni: è situazionale, ed è un’informazione preziosa, non un difetto. Riconoscere la tua situazione — senza etichette che pesano — è il primo passo per capire da dove partire.

Perché l’orgasmo non arriva (raramente è solo «meccanica»)

Quante volte hai pensato: «dovrebbe venire naturale»? È proprio questo il pensiero che fa più danni. Il piacere non è un interruttore che scatta da sé: è legato al rilassamento, alla conoscenza di sé e a quanto ci sentiamo al sicuro. Pesano tanti fili intrecciati — la pressione a riuscire, la fretta, i tabù con cui siamo cresciute, la stanchezza, a volte alcuni farmaci o i cambiamenti ormonali. Non è una colpa e non è pigrizia: è un intreccio che si può sciogliere, un filo alla volta.

L’ansia da prestazione: il circolo che allontana il piacere

Masters e Johnson lo avevano già descritto: più diventiamo spettatori di noi stessi — a controllare se «sta funzionando» — più usciamo dalla sensazione, e il corpo si irrigidisce. È il paradosso dell’orgasmo: più lo insegui come obiettivo, più si allontana. Quando invece togliamo il traguardo e torniamo ad ascoltare quello che si sente, momento per momento, il corpo si rilascia e il piacere trova di nuovo il suo spazio. Non è magia: è togliere la pressione della prestazione.

Conoscere il proprio corpo, senza obiettivi

Non possiamo provare piacere da una mappa che non conosciamo. Buona parte del percorso è, molto semplicemente, tornare a esplorare il proprio corpo con curiosità e senza fretta — sapere dov’è e come risponde la clitoride (la maggior parte delle persone raggiunge l’orgasmo con la sua stimolazione, non solo con la penetrazione), che cosa ti piace davvero, che ritmo chiede il tuo corpo. È un lavoro di ascolto, non di tecnica. Su questo ho pensato un percorso dedicato, Godere me stessa, e ne parlo anche nella guida al piacere femminile.

Quando c’entra anche la coppia

A volte la difficoltà non è «tua» ma nasce nello spazio fra due persone: la paura di deludere, il non riuscire a dire cosa ci piace, il silenzio intorno al sesso. Anche qui non serve una prestazione, serve parlarsi e rallentare. Spesso il piacere e il desiderio si nutrono a vicenda — se senti che c’entra anche il desiderio, trovi altro nella pagina sul calo del desiderio.

Quando è giusto parlarne (prima) con un medico

Voglio essere onesta con te, perché la tua salute viene prima di tutto. In alcuni casi è bene rivolgersi prima al medico o al ginecologo: se non hai mai raggiunto l’orgasmo, se la difficoltà è comparsa all’improvviso, se è legata a dolore, a un intervento o all’inizio di un farmaco (per esempio alcuni antidepressivi). In queste situazioni il mio accompagnamento educativo non sostituisce la valutazione medica — semmai la affianca. Chiedere aiuto non è esagerare: è prendersi sul serio.

Si può riscoprire il piacere? Sì — e ti accompagno

Non esiste un «obiettivo da raggiungere» entro una data: esiste un percorso, il tuo, per togliere la pressione e tornare a sentire. A Bellinzona ti accompagno con consulenze individuali e percorsi di educazione e benessere sessuale, in italiano, senza giudizio — come amica e confidente, non come chi ti dice cosa c’è «da sistemare». È un accompagnamento educativo e di benessere, non un servizio erotico. Se senti che è il momento, possiamo trovarci per un primo colloquio conoscitivo e vedere insieme da che parte potrebbe andare il tuo percorso. Ti aspetto.

Contenuto educativo basato sulla pratica di Christine Rihs (pedagogista sessuale e Sexological Bodyworker, Bellinzona) e sul lavoro di Masters & Johnson e di Rosemary Basson sul piacere e il desiderio responsivo. Non sostituisce un consulto medico: per un'anorgasmia comparsa all'improvviso, legata a dolore o a farmaci, rivolgiti prima al medico o al ginecologo.

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Domande frequenti

Domande frequenti

Che cos'è l'anorgasmia?

L'anorgasmia è la difficoltà o l'impossibilità di raggiungere l'orgasmo nonostante desiderio e stimolazione adeguati. Può essere primaria (non è mai arrivato) o secondaria (prima arrivava, ora non più), e può riguardare tutte le situazioni o solo alcune. È molto comune e raramente significa che «c'è qualcosa di rotto».

Perché non riesco a raggiungere l'orgasmo?

Raramente è solo una questione «meccanica». Molto spesso pesano la pressione a riuscire, la poca conoscenza del proprio corpo, la fretta, l'ansia da prestazione o vecchi sensi di colpa. Anche stanchezza, alcuni farmaci (per esempio certi antidepressivi) e i cambiamenti ormonali possono contribuire. La buona notizia è che su gran parte di questo si può lavorare.

L'anorgasmia è un problema medico?

Dipende. Se non hai mai raggiunto l'orgasmo, o se la difficoltà è comparsa all'improvviso, è legata a dolore, a un intervento o all'inizio di un farmaco, è giusto parlarne prima con il medico o il ginecologo. In molti altri casi la componente principale è educativa ed emotiva — la conoscenza del corpo, la pressione, la relazione — e lì un percorso di educazione e ascolto somatico può fare molto.

Si può imparare a raggiungere l'orgasmo?

Sì, molto spesso sì. Il piacere si può imparare: conoscere la propria anatomia, togliere l'obiettivo da raggiungere, dare tempo al corpo di rilassarsi. Quando smettiamo di «doverci riuscire» e torniamo ad ascoltare le sensazioni, il piacere ritrova spazio. È un percorso personale, con i propri tempi, non una prestazione.

L'ansia da prestazione blocca l'orgasmo?

Sì, è uno dei meccanismi più comuni: più ci concentriamo sull'obiettivo «arrivare», più il corpo si irrigidisce e il piacere si allontana. È un circolo, non una colpa. Spostare l'attenzione dal traguardo alle sensazioni — senza fretta — è spesso il primo passo per uscirne.

A chi posso chiedere aiuto per l'anorgasmia nella Svizzera italiana?

A Bellinzona, Christine Rihs (PiacereDonna) offre consulenze individuali e percorsi di educazione e benessere sessuale, in italiano, senza giudizio. È un accompagnamento educativo e di benessere — non un servizio erotico e non un consulto medico. Per cause organiche o dolore, va affiancato dal medico.