Il calo del desiderio è normale e quasi universale nelle relazioni lunghe: in ogni coppia c’è chi desidera di più e chi di meno, e questa posizione cambia nel tempo. Raramente significa che c’è qualcosa di rotto in te o nella coppia. Più spesso è un invito a coltivare il desiderio in un modo nuovo — e si può imparare.
Perché il desiderio cambia (e non è colpa tua)
Quante volte ti sei chiesta: «se ci fosse vero amore, il desiderio verrebbe da sé»? È proprio questo il pensiero che fa più danni. Il desiderio non è un interruttore che si “guasta”: è legato al significato, alla crescita e al momento di vita che stai attraversando, non a un istinto che dovrebbe scattare da solo. Il sesso non è una semplice “funzione naturale” automatica — e va bene così. (Su questo ho scritto un piccolo manifesto: La scuola del piacere, su come smettere di “funzionare” e tornare a sentire.)
La differenza di desiderio nella coppia
In ogni coppia, in un dato momento, c’è chi desidera di più e chi di meno. Chi desidera di meno dà — senza volerlo — il ritmo all’intimità di entrambi: è una posizione, non un difetto, e non resta fissa per sempre. Forse l’hai notato: più sale la pressione ad “avere voglia”, più il desiderio si ritira. Riconoscere questa dinamica, insieme, è già il primo passo per uscirne.
Calo del desiderio dopo il parto
Dopo il parto e durante l’allattamento si sovrappongono tante cose: il corpo che cambia, una stanchezza profonda, una nuova identità da abitare. Se in questo periodo senti poco desiderio, non c’è nulla di sbagliato in te. Quasi sempre è una fase, non un punto d’arrivo: ti servono tempo, ascolto del corpo e poca fretta.
Calo del desiderio in menopausa
In perimenopausa e menopausa il corpo cambia davvero — ma raramente è tutta la storia. Vorrei ricordarti una cosa: la possibilità di desiderare non finisce con la menopausa. Spesso, con la conoscenza di sé, può perfino crescere.
Calo del desiderio in andropausa
Anche il corpo maschile cambia, solo più lentamente e senza una data che lo segni. Dopo i 40–50 anni il testosterone scende poco per volta, e con lui possono cambiare l’energia, il sonno, l’umore e il desiderio. Si parla di andropausa, anche se il termine non è del tutto preciso: non c’è un interruttore che si spegne, c’è una transizione.
Quello che vedo più spesso non è il calo in sé, ma quanto pesa il silenzio che lo circonda. Molti uomini lo vivono come un fallimento personale e non ne parlano con nessuno, nemmeno in coppia. Eppure vale anche qui: il desiderio non finisce con l’età. Cambia forma, chiede più tempo, più contatto e meno automatismo — e questo, spesso, lo rende perfino più ricco.
Se insieme al desiderio noti stanchezza persistente, umore basso o difficoltà di erezione, parlane prima con il medico: un semplice esame del sangue può dire molto. Il percorso educativo viene dopo, e i due si completano bene.
Quando fatichi a raggiungere il piacere
A volte non è il desiderio a mancare, ma il piacere a non arrivare — o l’orgasmo a sembrare irraggiungibile. Anche qui, raramente è una questione “meccanica”: pesano la pressione a riuscire, la fretta e la poca conoscenza del nostro corpo. Quando togliamo l’obiettivo da raggiungere e torniamo ad ascoltare le sensazioni, succede qualcosa: il corpo si rilassa e il piacere trova di nuovo spazio.
Si può ritrovare il desiderio?
Sì — e non significa tornare indietro alla fase dell’innamoramento. Il desiderio può nutrirsi da una fonte nuova, di solito più ricca e più vera. Tende a raffreddarsi quando smettiamo di crescere: «non c’è tempo» non è quasi mai la vera ragione. Se senti che è il momento di riaprire questo spazio, a Bellinzona ti accompagno con consulenze individuali e di coppia, in italiano, senza giudizio. Educazione e benessere sessuale — non un servizio erotico.
Le idee di questa pagina si rifanno al lavoro dello psicologo David Schnarch (Intimacy & Desire / Intimität und Verlangen) e al modello del desiderio responsivo di Rosemary Basson, riletti nella pratica di Christine Rihs.